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La Polizia Locale e la sicurezza urbana in Italia: evoluzione, criticità e prospettive future


Comm. Superiore Domenico LATERZA
Comm. Superiore Domenico LATERZA

Quinta puntata della rubrica a cura dell'Assistente di Polizia Locale Dott. PISCIOTTA Pietro Antonino, in forza alla Polizia Locale di Trapani, che ha coinvolto il collega Commissario Superiore Dott. Domenico LATERZA, comandante della Polizia Locale Centro Gioia del Colle (BA), per un approfondimento riguardante l'evoluzione, criticità e prospettive future di sicurezza urbana.


La sicurezza urbana si configura oggi come una questione complessa e multidimensionale, che trascende la semplice prevenzione della criminalità per includere ordine pubblico, vivibilità, coesione sociale, tutela del territorio, regolazione dei flussi cittadini e protezione delle infrastrutture critiche.


In questo contesto, la Polizia Locale ha assunto un ruolo centrale: non più mero organo amministrativo, ma attore chiave nella concreta implementazione delle politiche pubbliche a livello territoriale.

Il corpo della Polizia Locale si colloca all’intersezione di più dimensioni.


Dal punto di vista amministrativo, rappresenta un’estensione diretta dell’ente locale:

a) sul piano della sicurezza, esercita funzioni operative e di controllo del territorio;

b) in chiave sociale, è strumento di prossimità e mediazione con le comunità;

c) tecnologicamente, si interfaccia con strumenti smart e sistemi informativi avanzati.

Infine, politicamente, incarna un nodo essenziale della capacità di governo urbano.

Questa natura ibrida costituisce allo stesso tempo un punto di forza e un fattore di fragilità, richiedendo un delicato equilibrio tra competenze, responsabilità e risorse.

Storicamente, la Polizia Locale ha attraversato una profonda trasformazione.


Nel secondo dopoguerra, il vigile urbano era principalmente un funzionario al servizio della macchina amministrativa, con compiti circoscritti alla regolazione del traffico, alla sorveglianza dei mercati e al controllo delle irregolarità amministrative.

La sua funzione simbolica di presidio della vita civica superava quella di attore della sicurezza.

Con gli anni Ottanta e Novanta, l’espansione urbana, la crescita della motorizzazione e l’incremento della complessità sociale e commerciale hanno progressivamente ampliato le responsabilità del corpo, includendo la polizia commerciale, edilizia e ambientale, mentre la domanda sociale di sicurezza di prossimità cresceva in maniera esponenziale.

 Dal 2000 in poi, l’emergere di fenomeni di degrado urbano, microcriminalità e fragilità sociali ha ulteriormente rafforzato la centralità della Polizia Locale nella gestione del controllo urbano, senza che fosse parallela una normativa nazionale organica, generando una crescente disomogeneità tra le Regioni.

Questa frammentazione normativa rappresenta oggi una criticità strutturale del sistema italiano.

Le Regioni, infatti, detengono la competenza primaria in materia di polizia amministrativa locale, determinando significative differenze in termini di percorsi formativi, dotazioni operative, armamento, ordinamenti professionali e modelli organizzativi.

Le conseguenze sono evidenti: inefficienza complessiva del sistema di sicurezza urbana, disparità nella tutela dei cittadini e difficoltà di coordinamento tra le forze locali e le altre istituzioni di sicurezza, soprattutto in occasione di emergenze, grandi eventi o protocolli operativi condivisi.


La Polizia Locale, tuttavia, rimane l’unico attore in grado di assicurare un presidio costante e capillare sul territorio.

Le sue funzioni si sono ampliate ben oltre la tradizionale amministrazione: polizia di prossimità e mediazione urbana, attività di polizia giudiziaria, polizia stradale, gestione dei conflitti sociali, interventi su emergenze climatiche e ambientali, controlli specialistici su ambiente, edilizia, commercio e lavoro, supporto alla protezione civile, gestione della mobilità intelligente e attività investigative delegate.

Questo insieme di responsabilità la colloca al centro della rete urbana di sicurezza, welfare e regolazione territoriale.


Oltre alla funzione operativa, la Polizia Locale riveste un ruolo fondamentale sotto il profilo sociologico: contribuisce alla costruzione della fiducia istituzionale, funge da mediatore sociale, governa i conflitti urbani legati alla convivenza e all’uso dello spazio pubblico, e svolge attività di prevenzione situazionale attraverso il controllo del territorio.

Nonostante ciò, il corpo si trova oggi a operare in condizioni paradossali: le tutele previdenziali non sono allineate a quelle delle altre forze di polizia, con un’età pensionabile che arriva fino a 67 anni, nonostante i rischi fisici e psicologici connessi ai servizi operativi, ai turni notturni e alla gestione delle emergenze.

L’assenza di una legge quadro nazionale amplifica queste criticità, generando incertezze sul ruolo giuridico, disparità di carriera, inefficienze organizzative e una scarsa percezione sociale della complessità delle funzioni svolte.

Le sfide future richiedono un ulteriore innalzamento delle competenze.

I cambiamenti climatici e le emergenze ambientali impongono un impegno operativo sempre più qualificato.

La digitalizzazione delle città e l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale richiedono capacità tecniche e normative avanzate.

L’aumento delle marginalità sociali e dei conflitti urbani richiede sensibilità relazionale e abilità di mediazione. Infine, la gestione dei flussi turistici, dei grandi eventi e delle dinamiche globalizzate delle città moderne richiede integrazione tra sicurezza urbana e pianificazione logistica.


Per rispondere a queste sfide, è necessario un modello nazionale integrato, basato su una legge quadro che definisca funzioni essenziali, standard operativi minimi, formazione nazionale, dotazioni obbligatorie, profili professionali, progressioni di carriera e protocolli operativi.

Occorre riconoscere formalmente la natura operativa-amministrativa della Polizia Locale, garantendo aree contrattuali dedicate, indennità specifiche, sistemi di tutela adeguati e strumenti di welfare coerenti.

L’allineamento previdenziale con gli altri corpi di sicurezza è essenziale per garantire efficienza, tutela degli operatori e sostenibilità organizzativa.

Solo attraverso una piena integrazione nel sistema multilivello della sicurezza urbana la Polizia Locale potrà esercitare appieno il proprio ruolo di nodo centrale nella tutela del bene pubblico più complesso: la sicurezza nelle città.


In conclusione, la Polizia Locale rappresenta un perno irrinunciabile della sicurezza urbana. La sua trasformazione da corpo amministrativo a pilastro della sicurezza di prossimità richiede una riforma organica e coerente, che contempli tutela, riconoscimento professionale, formazione, coordinamento interistituzionale e governance multilivello.

Solo in questo modo sarà possibile garantire alle comunità urbane italiane un presidio sicuro, efficace e sostenibile nel tempo.


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Approfondimento a cura del Commissario Superiore, Comandante della Polizia Locale Gioia del Colle (BA)

Dott. LATERZA Domenico


Rubrica "Parola all'esperto" a cura dell'Assistente di Polizia Locale Dott. PISCIOTTA Pietro Antonino, Polizia Locale di Trapani

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